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Il
XX secolo si è caratterizzato
per la voglia della rinascita sull' interesse della civilta
etrusca. Migliaia sono state le pubblicazioni, frutto di
studi e ricerche di specialisti, che hanno contribuito
a dissipare gran parte dell' alone di mistero, che gravitava
intorno a questo antichissimo popolo Italico.
Qui di seguito abbiamo cercato di trascrivere ricette antiche,
delle quali però ancora
oggi, vengono ,se pur perfezionate un po', usate nella cucina tipica toscana,
esempio lampante è, la cottura della carne alla brace, condire i nostri
lugumi con l'olio d'oliva del frantoio ecc. Certamente tecniche culinarie che
rubano un po' più tempo nella preparazione ma che donano al sapore gusti
unici.
ACQUACOTTA Coprire il fondo del tegame di media grandezza
con abbondante olio d' oliva, unire 2 o 3 cipolle tagliate a mano e far soffriggere,
unire 5 manciate di basilico, 5 costole di sedano tritato e si fa rosolare.
Poi unire mezzo litro d' acqua ( o brodo), e far cuocere per circa 15 minuti.
Nel
frattempo si preparano delle scodelle con fette di pane fino, secco ,con sopra
una bella spolverata di formaggio grattugiato, al fine versare l' acquacotta
e il piatto è pronto. In alcune zone viene anche aggiunto un uovo a
persona cotto dentro l'acquacotta.
ANATRA ALL'ETRUSCA Trito di :2 gambi di sedano, 2 cipolle
piccole 2 scalogni, un rametto di timo, due faglie d'alloro, 1 spicchio d'aglio
e un etto di prosciutto crudo magro.Mettere l' anatra in un tegame abbastanza
alto da contenerla, insieme ad olio d'oliva, unire il tutto e portare a cottura.
Bistecca FIORENTINA E' il piatto più tipico
e conosciuto della toscana, quello che si e contraddistinto per un interi secolo
dagli altri. La bistecca non deve essere meno di mezzo chilo, tagliata larga
e per una vera ricetta etrusca deve essere cotta alla brace, di solito viene
cotta quando i commensali hanno gia iniziato a mangiare, la bistacca una volta
cotta non può più attendere. Mettere la bistecca sulla graticola,
a secondo del suo spessore e del tipo di cottura che si preferisce, ( circa
8 minuti a lato per avere un idea) , insaporire durante la cottura con olio
d'
oliva sale e pepe. Servire subito dopo cotta.
CINGHIALE ALL' ETRUSCA Cipolla ,porri aglio e sedani
a pezzi non troppo fini, un bicchiere d'olio d'oliva e far rosolare il cinghiale
a pezzi , aggiungere foglie d'alloro e poi 6 bicchieri di vino rosso robusto
e corposo. Quando il vino è ritirato aggiungare un po' di brodo di carne
fino a cottura ultimata.
FARRO Nell' età etrusca il farro era di
grandissima importanza nella cucina, veniva coltivato in val di chiana. Il farro è particolarmente
adatto per polente e ripieni.Orazio nella seconda satira lo accompagna, una volta
cotto a lesso, alla gru arrosto. Oggi il farro viene coltivato in garfagnana
e in cucina ha perso il suo ruolo dominante di un tempo.in alcuni luoghi viene
cucinato a minestrone, in toscana e più precisamente zona di Lucca viene
chiamato "gran farro" , ed anche se ha ben poco di una ricetta etrusca, per i
curiosi questa è la ricetta. In acqua, 500 gr. di fagioli borlotti,
in pentola insieme a 1 cipolla tritata spicchio d'aglio, salvia, sale
e pepe Quando i fagioli sono cotti passare tutto e mettere sul fuoco aggiungendo
il farro fino a fine cottura.
GHIANDE Prelibate e saporite sono quelle di quercus
ilex, insomma il comune Leccio. Gli etruschi le pestavano fino a ridurle
in ferina, era l'elemento fondamentale della cucina tipica di quel tempo insiema
al farro.
MIELE Questo era uno dei prodotti più nutrienti
della cucina d'un tempo, esso veniva usato anche come medicina ricostituente.
In un anfora di creta, nella tomba della sacerdotessa LARTHI, in cerveteri, venne
trovato del miele. Il suo colore ricorda il colore dell'oro e per gli etruschi
questo era un vero prodotto di leccornia. Con questo fu nutrito Tin, quando appena
nato , venne nascosto dalla madre, la Dea Cibele, nell' antre di Ditteo, sul
monte Ida , perchè Saturno non lo divorasse.Per coprire i pianti di Tin,
i sacerdoti di Cibele , percuotevano cembali di rame in modo che le api con il
ronzio delle ali coprissero i Pianti del giovane.Priapo ,Dio degli orticelli,
era il protettore dell ' alato popolo. Il miele veniva mescolato al vino e così si
formava quella bevanda così cara agli etruschi, MULSUM.
SPUMONE AL MIELE versare 200 gr. acqua bollente su
100 gr. di miele di girasole, mescolare bene e poi filtrare tutto bene con una
garza, aggiungere 3 rossi d' uovo e mescolare, 150 gr. di zucchero mettere sul
fuoco basso e mescolare far freddare unirvi le chiare delle uova e mettere in
frigo.
VINO Per ultimo ma non perchè meno importante
il vino, argomento principe di tutta la cucina Italiana. Gli etruschi i suoi
inventori negli abbinamenti culinari. La toscana una delle terre madri, del sapore
del vino, qui si trovano i vini più pregiati del mondo basti pensare al
brunello, il chianti, la vernaccia i colli senesi. Qui, nei periodi di svinamento,
sono in molti che organizzano degustazioni ed eventi del genere , aperti a tutti
coloro che vogliono approfattarne nel conoscere il gusto di questa prelibata
bevanda.Il vino oggi viene abbinato un po' a tutto, ma in reatà il rosso
corposo toscano in epoca etrusca era abbinato solo con carni, tipo Maiale, bue
, capra, cinghiale e lepre oppure selvaggina, merlo, quaglia, fagiano,
anatre,ecc.Il bianco per tutto il resto.
Questa era un po' la tradizione dei nostri antenati etruschi a tavola, quella
che oggi sta scomparendo assalita da tutte le prelibatezze del 2000, ma che
in alcune zone del nostro paese resiste con l' orgoglio di chi ancora cucina
così...... |